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venerdì 15 aprile 2011

Meraviglia e Gratitudine

Meraviglia e Gratitudine


Eviterò la retorica.
Quello che è successo in Giappone un mese fa mi ha particolarmente colpito.
Ogni catastrofe fa riflettere, ogni persona che scompare, direi, fa riflettere, ma in questo caso, per me, è stato diverso.
I Giapponesi sono coloro che hanno creato, oltre agli hentai e ai manga, i videogiochi così come li conosciamo.
Io sono cresciuto, e male, con loro, ma li voglio bene così come voglio bene al mio migliore, e peggiore, amico.
Ho dei bellissimi ricordi videoludici collegati, nella maggior parte dei casi, a belli o brutti ricordi reali.
Quando mi ruppi la mandibola e persi l'ultimo anno di scuola, e con esso i miei compagni di classe, fu Resident Evil su Psx a tenermi compagnia, a farmi stare sveglio, a farmi sentire vivo.
Final Fantasy VII mi disse di avere ancora fiducia negli altri, sopratutto in quella 3°F che mi porto ancora appresso; e aveva ragione.
Zelda Ocarina of Time... e la prima estate senza scuola.
Shenmue e il Dreamcast: avere fede, pensare diversamente dagli altri, credere in se stessi e nelle proprie scelte.
Super Mario Galaxy: mio padre appena uscito dall'ospedale, sano e salvo.
Potrei citarne tanti altri, ma sarebbe solo un lungo elenco senza senso, e non voglio che il senso abbandoni queste poche righe.
Davanti alla foto che vedete qui accanto, poche ore fa, ho rischiato di piangere e di sentirmi, per questo, molto culattone, ma poi ho pensato che mi piace la figa e che, quindi, non essendo culattone, era qualcos'altro a nascondersi dietro le mie lacrime, qualcosa collegato a quel bambino sorridente che manda fuori fuoco i segni della catastrofe, e a quel soccorritore che ricambia il sorriso, piegandosi sulle ginocchia; era qualcosa di molto semplice che, semplicemente, non avevo colto; era Meraviglia e Gratitudine.

G.P

venerdì 8 aprile 2011

Io sono mio padre

Io sono mio padre



Ci sono cose che ti cambiano la vita, per sempre, ed in profondità.
Ieri mattina, dopo una nottata difficile, ho deciso di realizzare uno dei miei tanti sogni di gioventù: giocare ad un gioco dei Pokemon!
Ne ero sempre stato affascinato da quando, all'età di 18 anni, operato ad un ginocchio, ero stato costretto a passare molto tempo a casa, e molto tempo davanti alla televisione.
Quello stupido cartone animato, perché di essere stupido era stupido, basato su una trama circolare sempre uguale, mi faceva sentire piccolo e infantile; e la cosa mi piaceva.
Ai tempi possedevo tutte le console disponibili sul mercato, ma non ebbi mai il coraggio di comprare un videogioco dei Pokemon.
Ieri mattina l'ho fatto (comprato, sì, comprato) e per giocare online con il mio Nintendo Ds, mi sono dovuto registrare al sito ufficiale.
Ecco, quella che vedete qui accanto è la mail che ho ricevuto pochi minuti dopo la registrazione.
Leggete attentamente...
A 30 anni ho scoperto qualcosa di sconvolgente:
Io sono mio padre.

G.P